Incidente stradale senza cartello di stop: di chi è la colpa?

Concorso di colpa se non c’è la prova di una netta responsabilità tra i due automobilisti; il Comune non è responsabile per non aver apposto la segnaletica con lo stop se il pericolo era evidente.

Quando manca la segnaletica stradale, le regole sulla responsabilità per l’incidente stradale sono quelle previste, in linea generale, dal codice della strada.

Posto che, peraltro, secondo la Cassazione [1], il Comune o qualsiasi altra pubblica amministrazione non è tenuta ad apporre i cartelli laddove non vi siano situazioni di pericolo per gli automobilisti (insidie, cioè, non facilmente visibili), bisognerà far ricorso ai doveri generali che regolano la guida. Doveri come, ad esempio, l’obbligo di dare la precedenza a chi viene da destra, quello di rallentare in prossimità di un incrocio, di non invadere la corsia di sinistra in caso di strade a doppio senso di circolazione, di non porre condotte di guida pericolose come inversioni ad “U”, di moderare la velocità in relazione alle condizioni concrete della strada e del traffico.

Tali regole del codice – a detta della Suprema Corte – bastano per disciplinare la circolazione evitando gli incidenti stradali, senza quindi alcun bisogno che vi sia la segnaletica stradale.

Quindi, la prima cosa da fare, se manca il cartello di stop o qualsiasi altra segnaletica stradale, è di riportarsi alle norme generali del codice della strada.

Durante la circolazione sulle strade, ciascun conducente ha l’obbligo di impedire eventuali incidenti. Quest’obbligo, sancito in via generale dal codice civile [2], regola tutti i rapporti sicché, per ottenere un risarcimento dall’assicurazione, è necessario provare di aver fatto tutto il possibile per impedire il danno (incidente, tamponamento, ecc.). Si tratta di una prova che spetta a tutti gli automobilisti coinvolti nel sinistro e in assenza della quale scatta il concorso di colpa al 50%. Sempre il codice civile, difatti, stabilisce che, nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli veicoli.

 

Senza stop di chi è la precedenza?

Stando alle regole generali del codice della strada, se manca il cartello di stop vale la regola della precedenza per chi viene da destra.

Esiste però un’eccezione: quella della cosiddetta precedenza di fatto (interpretazione giurisprudenziale): se un’auto ha occupato l’incrocio, a prescindere da dove proveniva (se da sinistra o da destra) bisogna comunque farla passare, senza creare rischi di incidenti. Quindi, anche chi viene da destra è tenuto a dare la precedenza all’auto alla sua sinistra se questa ha già impegnato una minima parte dell’incrocio.

Questo potrebbe significare che, se un’auto va più veloce di un’altra ed è facilmente avvistabile con sufficiente anticipo, quella più lenta ha l’obbligo di farla passare benché abbia la precedenza e la prima sia in evidente infrazione. Difatti, è obbligo dei conducenti usare la massima diligenza e prevedere anche il rischio che altre auto possano violare le norme del codice della strada. Si applicherà, quindi, in questi casi il concorso di colpa a meno che l’auto veloce non era facilmente avvistabile con anticipo e quindi l’altro mezzo si sia trovato nell’obiettiva impossibilità di frenare o deviare.

 

Le regole sulla precedenza se manca il cartello stradale.

Il Codice della strada [3] stabilisce le regole di priorità di precedenza che devono essere rispettate, al fine di evitare incidenti stradali.

Per prima cosa vale l’obbligo, per i conducenti che si approssimano a una intersezione, di usare la massima prudenza al fine di evitare incidenti. Per accertare questa violazione, non è necessario utilizzare apparecchiature speciali o essere testimoni oculari dell’evento infortunistico, potendosi desumere l’inosservanza di quest’obbligo dall’esito degli accertamenti svolti dalla polizia in occasione dei rilievi dell’incidente stradale.

Sempre il codice della strada [4] impone di usare la dovuta attenzione nell’attraversamento di un incrocio, anche in relazione a pericoli derivanti da eventuali comportamenti illeciti o imprudenti di altri utenti della strada.

Il diritto di precedenza non esclude il dovere del conducente “favorito” di osservare, a sua volta, approssimandosi all’incrocio, le normali prescrizioni di prudenza e di diligenza e a valutare le prevedibili anomalie di condotta da parte degli altri conducenti [5]. Questo significa che se anche un’auto viola l’obbligo di dare la precedenza, l’altra che viene da destra è ugualmente obbligata a guidare con prudenza e a tenere una velocità moderata al fine di evitare imprudenze di altri conducenti. Diversamente, scatta il concorso di colpa.

 

Incidenti, come si stabilisce chi ha ragione e chi ha torto?

Al fine di accertare eventuali responsabilità, spesso divise a metà tra gli automobilisti coinvolti in un incidente stradale, la Polizia Stradale fa una ricostruzione del sinistro sulla base di rilievi planimetrici, altimetrici e fotografici, delle condizioni del manto stradale, degli accertamenti tecnici urgenti esperiti sui veicoli coinvolti, delle dichiarazioni rese dai testimoni e dagli stessi conducenti, delle tracce di scalfittura, frenatura o di scarrocciamento riscontrate sull’asfalto.

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NOTE:
[1] Cass. sent. n. 1289/17 del 19.01.2017.
[2] Art. 2054 cod. civ.
[3] Art. 145 cod. str.
[4] Combinato disposto degli articoli 140 (principio informatore della circolazione) e 145, comma 1, del Codice della strada.
[5] Cass. sent. del 17.10.1990.
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Fonte: laleggepertutti.it – https://goo.gl/xW6VQF