Sezione giurisdizionale per la Regione Veneto 14/3/2017 n. 38

Corte dei Conti

Sezione giurisdizionale per la Regione Veneto 14/3/2017 n. 38

Responsabilità per danno contabile

SENTENZA


nel giudizio di responsabilità, iscritto al n. G30125 del registro di segreteria, promosso dal Procuratore Regionale nei confronti di:
B.G.S. ( omissis)
Esaminati gli atti e documenti di causa.
Uditi, nella pubblica udienza del 9 febbraio 2017, il Presidente relatore, dott. Guido Carlino, e il Pubblico Ministero, nella persona del dott. Alberto Mingarelli.

FATTO

Con atto di citazione depositato in data 19 aprile 2016, la Procura regionale ha convenuto in giudizio il signor G.S. B. per sentirlo condannare al risarcimento della somma complessiva di € 1.155,00 per un asserito danno erariale arrecato al Comune di San Martino di Lupari (PD).
L’organo requirente imputa al predetto, nella qualità di Responsabile dell’ Area Tecnica, di avere realizzato, nel territorio comunale, alcuni attraversamenti pedonali su manto stradale di colorazione verde in contrasto con la normativa europea, con il Codice della Strada, oltre che con le Direttive e le Circolari del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, norme che dovevano essere conosciute necessariamente dal convenuto. Secondo il Requirente, la mancata inescusabile conoscenza delle norme configura la colpa grave.
Il danno imputato corrisponde alla differenza tra il costo di n. 55 attraversamenti pedonali colorati rispetto al costo di altrettanti attraversamenti tradizionali su fondo nero/grigio scuro.
In data 3 novembre 2015 è stato emesso l’invito a dedurre cui sono seguite controdeduzioni. Il deducente ha rilevato che si era deciso di ricorrere alla pratica di colorare il fondo stradale con vernice verde in corrispondenza degli attraversamenti pedonali “onde far risaltare maggiormente il colore bianco delle strisce e segnalare la discontinuità all’automobilista”.
Rilevava, altresì, che le norme del Codice della Strada si limitano a stabilire che le strisce pedonali devono essere di colore bianco, nulla dicendo in merito alla colorazione del manto stradale e di non essere stato a conoscenza delle direttive in materia.
Attesa la entità del danno, il Presidente della Sezione, con atto in data 11 maggio 2016, ha determinato, ex art. 55, RD 1214/1934, in € 550,00 la minore somma da porre a carico del convenuto in caso di accettazione dell’addebito da effettuarsi nel termine di giorni trenta dalla notifica dell’atto di citazione.
L’atto di citazione è stato notificato il 20 maggio 2016 e non risulta pervenuta alcuna accettazione nei trenta giorni successivi.
All’udienza del 14 settembre 2016, in considerazione del mancato rispetto dei termini di comparizione ex art. 163 cpc, la trattazione della causa è stata rinviata all’odierna udienza per consentire al Procuratore regionale di procedere ad una nuova notifica dell’atto.
Alla odierna udienza, il Pubblico Ministero ha confermato le richieste contenute negli atti scritti.
La causa è stata, quindi, posta in decisione.

DIRITTO

1. In via preliminare, la Sezione, rilevando che l’atto di citazione è stato ritualmente notificato ex art. 140 c.p.c. e che il signor B.G.S. non si è costituito in giudizio, dichiara la contumacia del convenuto, ai sensi dell’art. 93 del decreto legislativo 26 agosto 2016 n.174 (codice della giustizia contabile), applicabile ai giudizi in corso ex art. 2, comma 1, delle norme di attuazione e transitorie di cui all’allegato 3 del citato decreto legislativo.
2. L’odierno giudizio è finalizzato all’accertamento della pretesa risarcitoria avanzata dal Procuratore regionale in ordine al danno erariale di € 1.155,00, asseritamente arrecato a al Comune di San Martino di Lupari (PD) da G.S. Baggio, responsabile dell’Area tecnica – manutenzioni, in relazione alla realizzazione, nel territorio comunale, di attraversamenti pedonali su manto stradale di colorazione non consentita.
3. Dagli atti di causa si evince che il convenuto, con le determinazioni contrassegnate dai numeri 199/2008, 119/2009, 123/2010, 138/2010, 169/2010, 74/2012, 113/2012, 122/2012 e 148/2012, assunte nella qualità di responsabile di Area, aveva fatto realizzare n. 55 attraversamenti pedonali su manto stradale di colorazione verde; come da comunicazione dello stesso funzionario, la differenza di spesa, effettuata al fine di realizzare il passaggio pedonale su fondo verde, anziché sul fondo stradale non colorato, ammonta a € 21,00 per ciascun attraversamento e, pertanto, ad € 1.155,00 in totale.
Rileva il Collegio che l’art. 40 del codice della strada (D.lgs.30 aprile 992 n. 285) nel disciplinare la segnaletica orizzontale, costituita da strisce, frecce e scritte poste sulla pavimentazione stradale per regolare la circolazione stradale, per guidare gli utenti e per fornire prescrizioni circa il comportamento da seguire, rinvia al regolamento per quanto riguarda le forme, le dimensioni, i colori, i simboli e le caratteristiche dei segnali orizzontali. Lo stesso Codice (art.45) vieta, tuttavia, l’impiego di segnaletica stradale non conforme a quella stabilita dal codice stesso, dal Regolamento o dai decreti e dalle direttive ministeriali.
Il Regolamento, approvato con DPR 16 dicembre 1992 n. 495, espressamente stabilisce che i colori dei segnali orizzontali sono il bianco, il giallo, l’azzurro e il giallo alternato con il nero (art. 137, comma 5); che gli attraversamenti pedonali sono evidenziati sulla carreggiata mediante zebrature con strisce bianche parallele alla direzione di marcia (art.145); che nessun altro segno è consentito sulle carreggiate stradali soggette a pubblico transito, all’infuori di quanto previsto dalle norme in questione (art.155).
Da ciò deriva che la colorazione verde, apposta sul fondo stradale dell’attraversamento pedonale, deve ritenersi contraria alle precise disposizioni poste dal Codice della strada e dal Regolamento.
Peraltro, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il decreto ministeriale 27 aprile 2006 n. 777 (II° direttiva sulla corretta ed uniforme applicazione delle norme del codice della strada in materia di segnaletica e criteri per l’istallazione e la manutenzione), ha espressamente ribadito (punto 5) sia la cogenza della normativa stradale in ordine alla colorazione degli attraversamenti pedonali, sia la necessità che la colorazione sia uniforme sull’intero territorio nazionale; ha, inoltre, segnalato le responsabilità ricadenti sugli enti proprietari delle strade in caso di violazione delle anzidette disposizioni.
Tali prescrizioni costituivano peraltro oggetto della circolare 1/2001 della Prefettura di Padova, inviata a tutti i Sindaci della Provincia, in cui si richiamavano le disposizioni normative, la direttiva ministeriale e la normativa europea (UN 1436 del 2004) in ordine al divieto di utilizzare colorazioni diverse da quelle espressamente previste.
Tanto premesso, il Collegio ritiene che la maggiore spesa effettuata dal Comune per la realizzazione degli attraversamenti pedonali colorati costituisca danno erariale in quanto non solo contraria alle disposizioni di legge ma anche di nessuna utilità per l’amministrazione stessa e la Comunità amministrata.
4. Tale danno è addebitabile al signor G.S. Baggio, per avere adottato la scelta di apporre una colorazione non consentita, in frontale contrasto con le disposizioni di legge sopra richiamate.
Ritiene, al riguardo, il Collegio che la condotta antigiuridica addebitata al convenuto sia supportata dalla colpa grave. La valutazione della sussistenza dell’elemento psicologico, nella intensità prevista dalla legge, va effettuata attraverso un giudizio di rimproverabilità per l’atteggiamento antidoveroso della volontà che sarebbe stato possibile non assumere, con valutazione ex ante, in base ai criteri della prevedibilità ed evitabilità della serie causale produttiva del danno (teoria della concezione normativa della colpevolezza).
Nel caso di specie, il convenuto, per la sua qualificazione professionale (responsabile dell’Area tecnica – manutenzioni del Comune), avrebbe potuto certamente rilevare l’antigiuridicità della scelta effettuata, solo verificando le chiare disposizioni normative in materia, alla luce della modifica cromatica che andava a introdurre nella segnaletica orizzontale posta nel territorio dell’Ente locale, sicuramente innovativa rispetto ad una tradizionale coloratura. Peraltro, nel periodo di tempo in cui tale innovazione venne introdotta (2008 – 2012) era intervenuta, ancorché non ve ne fosse necessità, anche una specifica circolare chiarificatrice della Prefettura di Padova. In buona sostanza, sarebbe bastato un minimo di diligenza da parte del funzionario e un approfondimento sulla questione per valutare la portata delle disposizioni normative e per ricercare, ove non in possesso della Amministrazione, le direttive fornite dal competente Ministero nella materia de qua.
5. Per tutto quanto precede, il Collegio condanna il signor G.S. B. al pagamento, in favore del Comune di San Martino di Lupari (PD), della somma di € 1.155,00, comprensiva di rivalutazione monetaria, oltre agli interessi legali calcolati dalla data di pubblicazione della sentenza sino al soddisfo.
6. Le spese di giudizio seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo.

P.Q.M.

La Corte dei Conti
Sezione Giurisdizionale regionale per il Veneto
definitivamente pronunciando, condanna B.G.S. al pagamento, in favore del Comune di San Martino di Lupari (PD), della somma complessiva di € 1.155,00, comprensiva di rivalutazione monetaria, oltre interessi legali dalla data della sentenza sino all’effettivo pagamento.
Le spese seguono la soccombenza e si liquidano complessivamente in € 592,98 (euro cinquecentonovantadue/98).
Manda alla Segreteria per gli adempimenti conseguenti